La mappa ufficiale delle Dodici Colonie di Kobol

Una bella novità per il mondo del merchandise legato alla nostra magnifica serie. Ecco a voi la mappa delle Dodici Colonie di Kobol, progettata dalla scrittrice Jane Espenson e dal consigliere scientifico della serie, Kevin Grazier. La Espenson e Grazier sono riusciti a spiegarci com’è possibile che dodici mondi abitabili possano rientrare in un unico sistema stellare.

La mappa, oltre ad essere assolutamente fantastica, è quindi del tutto ufficiale, Grazier è stato consulente scientifico di Battlestar Galactica sin dalle sue origini e ha contribuito a definirne moltissimi concetti. Mentre la Espenson, che si è occupata in prima persona di Caprica, ha speso molto del suo tempo nel cercare di immaginare come le colonie potessero essere presentate. In pratica le informazioni utilizzate per realizzare la mappa, provenienti dai creatori stessi delle due serie BSG e Caprica sono state analizzate da Grazier, che lavora al Jet Propulsion Laboratory della NASA, per assicurarsi che fossero “scientificamente plausibili”.

Questa immagine ad alta risoluzione della mappa, è un’anteprima dell’originale che sarà prossimamente commercializzata dalla Quantum Mechanix.

Il sito io9.com ha fatto delle domande alla Espenson e a Grazier proprio riguardo la mappa, eccone la trascrizione:

Non sapevo ci fossero quattro stelle diverse nel sistema stellare Cyrannus. Oltretutto mi sono sempre chiesto se fosse possibile che 12 pianeti abitabili potessero orbitare attorno ad un’unica stella. Come è nata l’idea delle quattro stelle? Era riportato da qualche parte sulla Bibbia della serie? Sono particolarmente curioso di Leonis, il “cuore delle colonie”, di cui non credo di averne mai sentito parlare. Anche Scorpia, il “parco giochi delle colonie”. Sarebbe una sorta di versione coloniale di Risa? [N.d.T. Risa è il pianeta del piacere dell’universo di Star Trek]

Jane: Ancor prima della nascita di Caprica, io e Kevin avevamo già parlato della probabile configurazione delle colonie. L’idea dell’ammasso stellare è sua ed io me ne sono innamorata immediatamente. L’idea di 12 pianeti abitabili tutti orbitanti attorno ad una singola stella pareva impraticabile. Sarebbe stato quantomeno affollato. Un gruppo di stelle aveva sicuramente molto più senso. Kevin era al lavoro sulla configurazione delle stelle e dei pianeti molto prima che fosse girato un singolo fotogramma della serie.

Kevin: Infatti, appena Ron mi ingaggiò per BSG, ero così eccitato che corsi immediatamente a casa a leggere la Bibbia della serie e le prime due sceneggiature di “33” e “Acqua”. Mi misi subito al lavoro realizzando un documento sull’astronomia delle Dodici Colonie – Dovevo trovare il modo di inserire dodici mondi abitabili in un unico sistema stellare.

Suggerii che le Dodici Colonie potessero essere distribuite su una coppia di stelle vicine ai confini di un ammasso stellare, o che orbitassero intorno a un sistema multiplo di stelle come Castore (sei stelle in tre coppie binarie), o che si potesse trattare di un qualcosa simile ad Epsilon Lyrae (la famosa stella doppia-doppia). Quest’ultima è diventata la nostra pietra di paragone per il sistema stellare che contiene i pianeti delle Dodici Colonie.

Successivamente, quando mi trovai a lavorare sul capitolo dei pianeti per il libro La Scienza di Battlestar Galactica, rividi quel documento e lo implementai ulteriormente. Proprio mentre ci stavo lavorando su ebbi una conversazione con Jane e ci trovammo d’accordo sul fatto che esso sarebbe potuto tornare utile per Caprica, così cominciammo a tracciare i profili delle colonie prima di essere troppo presi dalla sceneggiatura per potercene occupare in maniera esauriente. Quindi la penultima versione di quel documento divenne parte integrante del capitolo del libro mentre la versione finale, corredata da più concrete raccomandazioni per il layout delle Dodici Colonie, lo spedii a Jane.

Poi abbiamo avuto Bob Harris, un grande amico della serie, che realizzò un documento inizialmente ad uso degli scrittori. Una volta corredato da illustrazioni, divenne una piccola ed adorabile guida turistica di Caprica.

La mappa in sostanza deriva da questo documento. Le informazioni in essa contenute sono informazioni che io definirei quasi canon. Infatti per la scrittura della sceneggiatura ci siamo basati su di essa ma non è stata considerata inviolabile.  Se una grande idea per la sceneggiatura avrebbe contraddetto il documento, non ce ne saremmo preoccupati. Ma è stato incredibilmente utile averla come materiale di riferimento per il processo di creazione del pianeta, consentendoci di rendere quel mondo estremamente reale e concreto, come se fosse realmente lì, attorno a noi.

Bob si è sforzato di dare a quel mondo una profondità culturale e storica. Quanto alla questione del parallelismo tra, diciamo, Scorpion e Risa, posso solo dire che è ragionevole pensare che i componenti di una flotta, militare o para militare che sia, possano avere lo stesso medesimo pensiero in testa.

Se le quattro stelle sono distanti tra loro meno di 0,16 anni luce, non si vedrebbe più di un sole nel cielo di Caprica e degli altri mondi? Il giorno sarebbe più lungo? O si vedrebbero solo un paio di stelle molto più luminose di notte?

Kevin: Una delle prime preoccupazioni di Jane fu quella di valutare se stelle così vicine avrebbero causato problemi nell’illuminazione delle scene notturne. Io le dissi che se le stelle fossero state tutte grandi stelle di tipo K (più piccole del nostro sole, ma grandi abbastanza per sostenere pianeti con vita intelligente), e comunque si fossero trovate a distanze simili a quelle del sistema Epsilon Lyrae, allora non ci si sarebbe dovuti preoccupare troppo della questione. Se si fossero girate delle scene notturne poi, le luci necessarie per le riprese sarebbero state di gran lunga più brillanti di qualsiasi altra stella nel cielo.

Jane: Io ricordo che gli chiesi se ci saremmo dovuti preoccupare dell’illuminazione su Caprica per il fatto che c’erano due soli e che lui mi diede la buona notizia che non sarebbe stato un problema. Riguardo alla durata del giorno, decidemmo di mantenere i giorni della settimana e l’orologio di Caprica uguale ai nostri, il che poteva anche essere un errore, ma fu una scelta consapevole – alcune modifiche sentivo che avrebbero potuto distrarre eccessivamente lo spettatore o addirittura sarebbero entrate in conflitto con quanto visto nella flotta, il classico orologio visto nella puntata ’33 ‘, per esempio.

Ho notato che ci sono parecchie informazioni riguardanti Libra e Canceron. Pianeti di cui non ricordo di aver sentito tanto parlare nella serie. Sarebbero forse stati pianeti di cui avrebbo saputo di più se Caprica avesse avuto una seconda o terza stagione? C’era forse una bibbia della serie che conteneva maggiori informazioni su di essi?

Jane: Volevamo assicurarci che il nostro background fosse completo e quindi per completezza, il materiale informativo sui pianeti doveva includere anche questi mondi. Se avremmo avuto a che fare con loro sarebbe dipeso da come si sarebbe evoluta la storia e dai personaggi. Ma comunque no, non avevamo nè informazioni già disponibili, nè una trama già pronta basata su questi due mondi.

Una delle cose che mi piaceva di Caprica, e di cui mi sarebbe piaciuto vedere di più, è stata la diversità delle varie società coloniali. E ora, cercando su questa mappa, ho notato che Tauron, Gemenon, Picon e Caprica erano tutti in orbita attorno alla stessa stella. Orbitando attorno ad altre stelle ed essendo quindi ancora più distanti da Caprica, quanto saranno diverse le culture delle altre otto colonie? Ricordo infatti i Sagittariani che abbiamo visto in BSG che sembravano così estranei alla cultura di Caprica.

Jane: Bob Harris, sapeva del lay-out dei pianeti creato da Kevin e quindi, nello sviluppo della guida “Beyond Caprica”, ha considerato la distanza tra le colonie come uno dei fattori determinanti per la definizione delle varie culture coloniali.

Kevin: Casualmente, nella prima stesura del documento realizzato appena ingaggiato da Ron, vi erano delle speculazioni su come la disposizione dei pianeti ne potessero influenzare lo sviluppo culturale – considerazioni su come l’astronomia possa influenzare la cultura di un paese oltre che menzionare il pianeta Risa di Star Trek come esempio. Non inclusi tutto ciò nel documento definitivo che inviai a jane, perché la maggior parte di questi aspetti erano già stati esplorati in dettagli venuti alla luce in BSG.

Mi è piaciuto come Jane abbia utilizzato le possibilità che avevo suggerito per il lay-out delle Dodici Colonie. In particolare, avevo suggerito che due colonie potessero formare un sistema binario come il sistema Terra/Luna, e ho pensato che la sua idea di posizionare Caprica in orbita reciproca con Gemenon fosse un’idea assolutamente fantastica. Ecco quindi il pianeta Las Vegas in orbita reciproca con il pianeta Vaticano! Che dici,  pensi si possa creare… un pò di tensione lì?

E’ notizia di qualche settimana fa che tutti i segni astrologici si sono “spostati” con il passare degli anni e che quindi per esempio se sei uno Scorpione in realtà nel tuo compleanno il sole si trova in Bilancia. Inoltre “è venuto alla luce” che nello Zodiaco vi è un 13° segno.

Niente di nuovo, la cosa si sapeva da moltissimo tempo e chiunque sia a conoscenza dell’astronomia di base o sia mai stato in un planetario, lo sa.  In effetti, nel documento originale “L’Astronomia delle Dodici Colonie”, che ho scritto nel 2005, ho detto:

Bilancia è l’unico segno non-animale nello Zodiaco (che significa “anello di animali”), ed è relativamente nuova nello Zodiaco – è stata infatti ottenuta dalle chele dello Scorpione che sono stati “tagliati” per creare una nuova costellazione. Lo scopo era quello di creare una relazione uno-a-uno tra i segni zodiacali e i mesi dell’anno. Si scopre che, se si definisce lo Zodiaco come le costellazioni attraverso le quali transita il sole, ci sono 13 segni. Dopo che il sole sfiora la parte superiore dello Scorpione, e prima che entri in Sagittario, esso passa attraverso Ofiuco (“Colui che porta il serpente”). Se siete nati tra il 30 novembre e il 17 dicembre, siete in realtà un Ofiuco. Sarebbe una cosa originale ed interessante non avere la colonia Bilancia (Libra) ma piuttosto Ofiuco e rendere la Bilancia la colonia legata alla cultura della Terra.

Sinceramente non ho mai pensato che Ron o David potessero mai utilizzare quest’idea, sarebbe stato difficilissimo spiegarlo e sarebbe stato fonte di distrazione per lo spettatore, ma come usava dire il mio professore di matematica, ho incluso tutto ciò “per amore di completezza”.

So che Caprica stava per mostrarci il lento processo di avvicinamente delle colonie. Avremmo forse assistito all’incredibile sfida di unire quattro diversi sistemi stellari in un unica nazione?

Jane: Probabilmente no. Stiamo parlando di un sistema chiaramente stabile, dato per scontato dalla gente che lo viveva. Seppur interessante, non mi dava l’idea di essere una cosa emozionante da raccontare. Almeno non avevamo pianificato nulla in tal senso.

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3 pensieri su “La mappa ufficiale delle Dodici Colonie di Kobol

  1. @Michela: purtroppo al momento è possibile ordinarla solo dal sito americano della QMX, in futuro chissà, speriamo di riuscire ad averla al nostro stand!

    @Jonhpea: Grazie! So Say We All! 🙂

    "Mi piace"

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